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lunedì 21 maggio 2012 ..:: S.ANNA PATRONA DI BARRA ::.. Registrazione  Login
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S. ANNA PATRONA DI BARRA, S. ANNA VIVA LA NONNA DI BARRA, 26 LUGLIO FESTA DI S. ANNA, 27 LUGLIO SOLENNE PROCESSIONE DI S. ANNA PER LE STRADE DEL QUARTIERE BARRA "I SANTI, SPERANZA DI OGNI TEMPO"

 

A Napoli il culto di Sant'Anna, introdotto dai Bizzantini, era abbondantemente diffuso prima del IX secolo dC . Nelle antiche chiese vigeva l'abitudine di segnare il calendario delle festività su pergamene che, purtroppo, distrutte andavano col tempo.Nel 1742, Durante i lavori di restauro della Chiesa di San Giovanni Maggiore, fu trovato Invece un calendario marmoreo.Alessio Mazzocchi e Domenico Mallardo Che Lo Hanno studiato, lo fanno risalire al IX secolo.Questo calendario consta di dodici tavole di marmo (una per Ogni mese dell'Anno) e su Ogni tavola sono segnati (talvolta a due grazie a) i Santi Che Vengono commemorati giornaliermente.Sulla tavola di luglio, gior al n. 26, è segnata la festa di Sant'Anna, Abbinata uno Quella di una certa Eupraxia, vergine nata al intoro 380 DCA Costantinopoli è morta uno anni.Tra 30 Le Due Sante non c'è alcuna affinità nè ALCUN rapporto il liturgico e Mallardo Pensa "Che un chierico di San Giovanni Maggiore, pur di riempire e arricchire il calendario, non si SIA Che preoccupato solo di questo, prescindendo da Ogni motivo storico e liturgico". Questo monumento marmoreo, Che Viene ritenuto Preziosissimo ed unico del Suo genere, Attualmente è conservato Nella Capella della primitiva Cattedrale di Napoli.il culto è di Chiare origini Bizzantine ma Napoli lo fece Suo e, Stefania ci si affezionò, grazie ad Alcuni fatti eclatanti e straordinari.

 

 

Nel 1507, su una parete della Casa del Principe di Melfi, Troiano Caracciolo, fu trovato un affresco di Sant'Anna. Principediede il ORDINE DI Tagliare il pezzo di muro con l'ONU ad affresco abile artista: "Il narra l'operazione D 'Addosio

felicemente riusci'cosi 'da attribuirsi Un miracolo! ". Il pezzo di intonaco fu portato Nella primitiva Chiesa dell'Annunziata con una solenne processione parteciparono alla Quale la Regina Madre in persona, la principessa sua figlia, Gentiluomini e Cavalieri oltre ad un numero straordinario di persone del popolo.Il pezzo di intonaco dal quel momento divenne oggetto di culto e fu ritenuto miracoloso. Ritenuta Sant'Anna è la protettrice delle partorienti, le qualifiche ricorrono tutti i "Vecchi Potente" per CHIEDERE la buona riuscita del parto e la Santificazione del nascituro.Ma è uno Che protettrice delle donne sterili Che ricorrono a Lei piene di speranze e vogliose di vincere le leggi talvolta Assurde fisiologiche.Vittorio Gleijeses, opera sua nella "Festa, Farina e Forca" racconta di un episodio Che sa di leggenda ma che ugualmente servire ad evidenziare la fede assoluta e incondizionata dei Napoletani verso l'Augusta Genitrice della Vergine.Si Tratta di un miracolo avvenuto Durante la famosa festa "d" e pede o Sant'Anna Che si celebra come la nostra il 26 luglio: "Durante la processione organizzata del Principe di Montemiletto, devoto della Santa, si racconta Che una coppia di innamorati settantenni molto ben Portati ancora ed in vena amorosa, pregassero racconto con fede e desiderio di Avere un figlio che ... il figlio fu CHIAMATO Nanniniello.E Cosi 'Sant'Anna, protettrice delle gestanti, lo divenne in particolare per le gestanti e coppie QEL miracoloso piede, preziosa reliqua di casa Montemiletto, fu sempre venerato, Quando anche, Dopo la morte del principe passo al Marchese Rivelebbra, non tanto per Che Quale motivo, anche nell'era CHIAMATO Duca della Reggina.

 

Anche a Barra il culto di Sant'Anna ha origini antichissime.le prime notizie storiche Che abbiamo PRATICAMENTE coincidono con la costruzione, nel 1610, della nuova Chisa Parrocchiale, sita di fronte alla primitiva chiesa di Sant'Attanasio. Nella visita uficiale del Cardinale Antonio Pignatelli, nel 1689, legiamo testualmente: in questo altare c'è il quadro di Sant'Anna, la Madre di Maria SS.ma con lo Con il suo Bambino e S. Giuseppe e S. Gioacchino: se celebra ogni Essere guarnito di Ogni cosa Necessaria .. ".. Questa scarna descrizione è impotante perche segnale La presenza del culto della Madre di Maria Nella nostra zona.La visita parrocchiale successiva 1.692 Cardinale Cantelmo agginge alla descrizione precedente qualche particolare" La quarta cappella intitulata S. Anna con li Immagini del Bambino, S . Anna, la Madonna, S. Giuseppe e S. Gioacchino con Angeli sopra uno Quella cornice colore torchino e l'oro di sopra Quella fenestra una vista con le vetrate, et Avante alla cappella detta vi è una balagustrata di legname di noce.Il quadro, detto di S. Anna, era oggetto di culto particolare, Culto Che andava sempre più crescendo, anche grazie ad Alcune circostanze ambientali, sociali ed occasionali, alle qualifiche accenneremo volentieri.I nostri avi, come altrove abbiamo detto, Produttori di ortaggi pregiati nonchè di uve, portavano a Napoli i Loro raccolto.Si alzavano poco Dopo la mezzanotte e si davano appuntamento Probabilmente un "abbascio Serino" da dove una stradina, un sentiero semplice conducevano nel capoluogo.A Raccogliere le grosse ceste C'era

"Il Carrettiere", vale a dire il possessore di un animale da tiro: un asino o un cavallo magro Che trascinava malvolentieri un carretto dalle ruote enormi.Dietro QUESTI veicoli, andavano a passo di carica i contadini speranzosi e assonnati. I luoghi di destinazione Erano quasi sempre gli Stessi: o Piazza del Mercato dominata dall'imponente o la Basilica del Carmine zona Che dall'attuale Ferrovia di Porta a Piazza Carlo III.Al Carmine C'erano i Mercati Generali frequentati dal popolino; nell ' altra zona C'erano Invece aquirenti facoltosi Che pregiavano i prodotti delle nostre "parule". Un destino accumilava QUESTI nei luoghi dovuti qualifiche era più facile la vendita: una speciale devozione a Sant'Anna. Nella Basilica del Carmine dove inostri avi Agricoltori si recavano per ringraziare la Vergine Quando le Loro Erano tasche piene di monete tinnanti, C'era una tela Che attirava gli sgurdi curiosi: ritraeva (attualmente è Nella quinta cappella a destra di chi entra) S. Anna seduta in una posa MAESTOSA con una ginocchie Sulle Bellissima Vergine. Vestita di Verde e Giallo Cupo guarda la Celeste Figliola dall'abito candido, S. Gioacchino Mentre a sinistra completava le sue donne il mistico raccoglimento.

 

 

 

 
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